L’Associazione GenSper opera nell’ambito del volontariato, mirando al reinserimento sociale delle persone che, a causa del loro vissuto, si trovano in una condizione di difficoltà.

Attraverso il lavoro e la vita comunitaria, Gensper offre una possibilità di ritrovare e scoprire lo scopo della propria vita a persone provenienti da esperienze: carcerarie, di dipendenza, di disagio, di devianza, ma non solo.

Nell’Oasi de sos Angheles trovano collocazione anche coloro che desiderano contrinbuire in maniera concreta e fattiva alla realizzazione degli obiettivi fissati dall’associazione.



DICE UN AMICO

Matteo è sardo, di Sassari, si vede e si sente. Il suo nome è di origine ebraica e significa “uomo di Dio”, non so se lui lo sappia. Ha lavorato per 40 anni nella Polizia di Stato, alla Squadra Mobile e alla Digos.

Il raggiungimento della pensione per tanti rappresenta il ritiro dalla vita civile, per lui, no. Produce olio, vino e miele.

Ma non gli basta, quindi con un amico, Lorenzo, spinto da fatti famigliari e per l’istinto di conservazione che è proprio della sua terra, alcuni anni orsono, decide di avviare una organizzazione attiva nel terzo settore.

Inizia a guardarsi in giro e ne parla con Don Luigi che aveva conosciuto facendo la scorta a un alto prelato. Il prete gli dice: “Ti ha mandato Dio”; probabilmente conosce il significato del nome Matteo.

Lo porta quindi a vedere alcuni luoghi che sono nella disponibilità della Chiesa e Matteo rimane colpito dall’ex villaggio Enel, situato sulle sponde del lago artificiale Coghinas,

Tanto entusiasta quanto incosciente ne parla con Carlo, un suo amico economista, che gli sconsiglia l’iniziativa e gli suggerisce come unica possibilità di successo di trovare qualcosa da vendere, ma non si sente in grado, nonostante la professionalità, di suggerirgli cosa.

Dopo averci rimuginato sopra alcuni mesi, il suo passato è lì che si fa sentire, richiama Carlo e gli dice: “Ho trovato, voglio provare a vendere dignità.” Carlo gli dà il via libera, probabilmente vuole studiare il caso…

Si mette in contatto con Antonello, che a Oristano promuove da tempo un’organizzazione, il Seme, attiva nel sostegno delle persone che vivono situazioni di disagio ed esclusione dalla società, trovando un aiuto, una collaborazione.

Sul lago di Coghinas iniziano ad arrivare, per periodi più o meno lunghi, carcerati che la magistratura secondo quanto previsto dall’ordinamento penitenziario gli affida per trovare nel lavoro una nuova possibilità. Matteo si rende conto che tanti, soprattutto i più giovani, più che imparare un lavoro devono capire cosa significa lavorare.

Si iniziano a disboscare ettari di terreno per riportare “alla luce” gli immobili, è un lavoro immane che dura da anni ed è tuttora in corso.

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